A Mattie, intorno al 1461, si hanno notizie di un processo intentato dal frate inquisitore Fazone de Regibus da Asti nei confronti di un gruppo di valdesi accusati di “hereticos de secta pauperum de Logduno” (eretici della setta dei Poveri di Lione, come erano chiamati i Valdesi di allora).
Nel 1595, Carlo Broglia, arcivescovo di Torino, in visita alla parrocchia di Mattie, lamenta la presenza di un consistente nucleo di “eretici valdesi”.
Nel corso del 1600 l’intolleranza verso la comunità valdese si mostrò determinata a debellare “l’eresia”. Seguirono arresti, confisca dei beni e l’istituzione di speciali “missioni”, a spese del Comune, con lo scopo di riportare gli “eretici” alla fede cattolica. Gli evangelici furono costretti all’abiura o alla fuga ed un lungo sonno cadde sulla conca di Mattie.
Il 19 marzo 1894, nella borgata Sarette di Meana, il pastore Battista Enrico Jahier (padre dello scrittore Piero Jahier) predicò in una riunione pubblica evangelica, che ebbe grande eco: tra i presenti c’erano Agostino Bertrando e Giuseppe Re, mattiesi di Menolzio, che iniziarono a frequentare i culti evangelici nella vicina Meana.
Nel settembre del 1896, il pastore Enrico Jahier tenne una riunione pubblica nella borgata Menolzio alla quale parteciparono circa 150 persone. Tre anni dopo, il pastore battista G. B. Scrajber, iniziò a tenere riunioni regolari nella borgata Menolzio: gli incontri erano tenuti a volte nella stalla del Bertrando, a volte nella stalla del Re, con la preferenza per la stalla del Bertrando perché più capiente. Verso la fine dell’inverno, la famiglia Re mise a disposizione un locale che serviva da magazzino e ricovero attrezzi.
Le azioni di disturbo arrivarono fino al punto che una sera trovarono la toppa della serratura murata con sabbia e cemento: quella sera il culto fu nuovamente celebrato nella stalla.
Da parte sua, il parroco lanciò una furibonda campagna denigratoria definendo gli evangelici eretici pericolosi, minacciando, allo stesso tempo, di scomunica, chiunque avesse relazioni col “pastore protestante”. A dar man forte c’era un ex frate chiamato “barba Giacu” che sfidò in contraddittorio gli evangelici, ma alla data ed ora stabilita non si fece trovare.
Gli incontri furono sospesi alla fine del 1906, quando il pastore Scrajber fu trasferito a S. Antonino.
Fino agli inizi degli anni 80 il pastore Eldo Mattone di S. Antonino visitava periodicamente gli evangelici Mattiesi.
Pastori evangelici mattiesi:
1. E. Vittorio BERTRANDO
Menolzio 18/06/1880 – Susa 17/03/1940
2. G. Alberto RE
Menolzio 27/03/1879 – Avigliana 29/03/1962
3. Beniamino RE
Menolzio 23/12/1890 – Wisconsin USA 31/08/1942
4. Secondo BERTRANDO (fratello di Vittorio)
La presenza evangelica è segnalata in Val di Susa fin dal 1300. I primi evangelizzatori furono i “barba”, predicatori itineranti Valdesi che, giunti in Val di Susa, fondarono fiorenti comunità a Meana, Mattie, Chiomonte, Exilles, Salbertrand, Fenils, Sauze di Cesana, per citarne alcune.
Le persecuzioni nei confronti degli “eretici” evangelici, divennero sempre più dure e spietate: i templi furono demoliti, le proprietà ed i beni confiscati, gli uomini più forti furono mandati alle galere e molti pagarono, per la loro fede, col carcere e la vita, per gli altri non rimase che l’esilio o l’abiura. Agli inizi del 1700 gli evangelici erano stati liquidati ed un silenzio di circa 150 anni scese sulla Valle.
A rompere il silenzio, imposto dalla inquisizione, contribuirono gli insediamenti industriali che, nella seconda metà dell’800, portarono in Valle imprenditori e tecnici protestanti, tra cui Augusto Abegg del cotonificio Valle Susa e John B. Fell, costruttore della ferrovia del Moncenisio. Nel 1866/67 rinasce la chiesa valdese di Susa, attiva ancora oggi.
Verso la fine del 1800 un nuovo vento di risveglio soffiò sulla valle: grazie all’opera pionieristica di alcuni pastori battisti, tra cui il pastore G. B. Scrajber, sorsero, spesso ospitate in case private o fienili, nuove comunità a Mompantero (1893), Meana (1894), Susa (1894), Gravere (1895), Mattie (1896), San Giorio nelle borgate Re e Città (1901), Sant’Antonino di Susa (1905), Bussoleno (1925). Molte attive ancora oggi.
