Pastori Vittorio Bertrando ed Alberto Re

Efisio Vittorio Bertrando (nato il 17 giugno 1880) ed Alberto Giovanni Re (nato il 27 marzo 1879), primogeniti di Agostino Bertrando e Giuseppe Re, ancora adolescenti iniziarono a frequentare la chiesa evangelica di Meana: i due giovani mostrarono grande interesse, facevano domande e chiedevano spiegazioni sugli argomenti più vari e soprattutto sui temi di controversia con i cattolici coi quali le discussioni erano frequenti.
Vittorio Bertrando ed Alberto Re furono i primi, di Mattie, a rendere testimonianza della loro fede con il battesimo per immersione che avvenne a Meana il 19 marzo 1900, giorno dell’inaugurazione del tempio.

Vittorio ed Alberto, molto attivi nella chiesa, frequentarono l’istituto per insegnanti di Pinerolo lavorando in Francia, durante le vacanze estive, per pagarsi gli studi.
Nel 1908, i due giovani seguirono i tre anni di studi per pastori presso la Scuola di Teologia Battista di Roma.
Conclusi gli studi teologici, Alberto Re fu destinato in Abruzzo mentre Vittorio Bertrando fu Pastore a Genova (1911-1912), poi a S. Antonino (1912-1913); dove rimase solo alcuni mesi e poi fu trasferito a Roma e Civitavecchia (1913-1919). Di nuovo nella sua Valle, a Meana (1919-1926) e, dal 1926 fino alla fine dei suoi giorni terreni, a Mompantero dove spese grandi energie, svolse un’intensa opera di evangelizzazione e costruì il tempio evangelico, ancora in uso.

Il Pastore Vittorio Bertrando

Il pastore Bertrando sposò Eugenia Pesando di Meana dalla quale ebbe 5 figli di cui i primi due (un maschio ed una femmina) morirono nei primi mesi di vita. Nel pieno della prima guerra mondiale morì anche la moglie ed il pastore Bertrando rimase solo con tre bambine da accudire.
Nel 1917, sposò, in seconde nozze, Maria Bianco, originaria di Alba, dalla quale ebbe 6 figli: Vittorina, Dario, Evangelina, Adelia, Maria Ottavia e Beniamino. ELa moglie era una donna forte, su di lei gravava il maggior peso della casa e della famiglia ed anche se doveva occuparsi di nove ragazzi di età diverse fu sempre vicino al marito per sostenerlo ed incoraggiarlo, occupandosi della scuola domenicale, degli incontri delle donne ed accompagnando il marito nelle visite alle famiglie.

Nel 1924, il Pastore Bertrando, mentre era Pastore Meana, iniziò una nuova attività di evangelizzazione a Mompantero dove c’era un piccolo nucleo di evangelici e l’anno successivo aprì un locale di culto.
Nel giugno del 1926, lasciata Meana si dedicò completamente alla chiesa di Mompantero con spirito di servizio ed apostolato. In realtà la chiesa si trova nella frazione Urbiano dello stesso comune, ma fu proprio il pastore Bertrando che volle chiamarla “chiesa di Mompantero” perché questo gli consentiva di muoversi e predicare su tutto il territorio comunale superando le limitazioni imposte dal fascismo.
Per essere più vicino all’area di servizio pastorale, lo stesso anno, con la sua numerosa famiglia si trasferì a Susa.

La scuola serale di alfabetizzazione, aperta a tutti, senza vincoli di appartenenza religiosa o altro, fu un’altra iniziativa che ebbe grande successo. Enrichetta Vottero, che all’epoca era una bambina, racconta: “A quei tempi, molti ragazzi frequentavano la prima classe ed alcuni anche la seconda ma poi abbandonavano la scuola per aiutare la famiglia, spesso andando a pascolare le pecore. La scuola serale tenuta dal pastore Bertrando era molto seguita ed è stata una grande opportunità per giovani ed anche meno giovani”.

La frequenza era gratuita ed il libro di testo era la Bibbia, inoltre il pastore Bertrando dava ripetizioni, sempre gratuitamente, ai ragazzi in difficoltà con lo studio.

Nel 1928, il pastore Bertrando, intraprese la costruzione di un nuovo locale di culto: il terreno, posto sulla via principale della borgata (Via Pampalù), fu donato da uno dei membri della comunità, un certo Francesco Alpe.

I lavori durarono due anni e costarono enormi fatiche e grandi sacrifici, non solo economici: i tempi erano difficili ed all’orizzonte spuntava la grande crisi del 1929. La giovane ed anche povera comunità si diede da fare con grande impegno ed ognuno contribuì e collaborò secondo le sue forze, il pastore stesso che aveva avuto l’idea, lavorò con le proprie mani come operaio.
Il tempio fu inaugurato nel 1930.

Nel 1934 il pastore Bertrando si dedicò alla stampa a mano dei libri dei cantici, un lavoro di grande pazienza che durò cinque mesi e che costò ore di sonno e di riposo.

La sera aspettava che i ragazzi avessero finito i compiti e quando tutti erano a letto iniziava l’attività di stampa: sopra un piccolo telaio componeva, con caratteri di gomma, una strofa per volta, poi lo appoggiava sulla carta usando la pressione delle mani come fosse una pressa.

Chi era il pastore Bertrando?

Un uomo di grande fede e rigore morale che viveva con coerenza le cose in cui credeva.
L’ascolto del Vangelo e l’incontro personale con Cristo avevano cambiato la sua vita, per questo considerava il ministero della predicazione un privilegio, prima che un dovere.
Un instancabile lavoratore che, con grande generosità, spese la sua vita per aiutare gli altri, ascoltarli ed incoraggiarli.
Per concludere, le parole del “Qoelet”: “Fin dal mattino semina la tua semenza e la sera non dar posa alle tue mani; poiché tu non sai quale dei due lavori riuscirà meglio: se questo o quello, o se ambedue saranno ugualmente buoni” (Ecclesiaste 11:6).
Il pastore Bertrando concluse il suo cammino terreno il 17 marzo 1940.

Le notizie riportate sono state tratte da:
“Mattie” di E. Patria, L. Gillo – Ed. comune di Mattie
“I ricordi di Scrajber” raccolte in un volume dattiloscritto dalla chiesa evangelica Battista di Meana
“Storia della Valle di Susa” di Michele Ruggiero – Ed. Alzani, Pinerolo
“I valdesi nella valle di Susa” di Carlo Davite – Ed. Società di studi valdesi
“Torino e le Valli olimpiche” di G. Bouchard e G. Tourn – Ed. Claudiana
Da interviste ai famigliari o conoscenti.

Ricerche a cura di: Giuseppe Mazzà
Chiesa cristiana evangelica – Via IV Novembre, 10 – 10050 BORGONE SUSA

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Evangelici a Mattie

A Mattie, intorno al 1461, si hanno notizie di un processo intentato dal frate inquisitore Fazone de Regibus da Asti nei confronti di un gruppo di valdesi accusati di “hereticos de secta pauperum de Logduno” (eretici della setta dei Poveri di Lione, come erano chiamati i Valdesi di allora).
Nel 1595, Carlo Broglia, arcivescovo di Torino, in visita alla parrocchia di Mattie, lamenta la presenza di un consistente nucleo di “eretici valdesi”.
Nel corso del 1600 l’intolleranza verso la comunità valdese si mostrò determinata a debellare “l’eresia”. Seguirono arresti, confisca dei beni e l’istituzione di speciali “missioni”, a spese del Comune, con lo scopo di riportare gli “eretici” alla fede cattolica. Gli evangelici furono costretti all’abiura o alla fuga ed un lungo sonno cadde sulla conca di Mattie.

Il 19 marzo 1894, nella borgata Sarette di Meana, il pastore Battista Enrico Jahier (padre dello scrittore Piero Jahier) predicò in una riunione pubblica evangelica, che ebbe grande eco: tra i presenti c’erano Agostino Bertrando e Giuseppe Re, mattiesi di Menolzio, che iniziarono a frequentare i culti evangelici nella vicina Meana.
Nel settembre del 1896, il pastore Enrico Jahier tenne una riunione pubblica nella borgata Menolzio alla quale parteciparono circa 150 persone. Tre anni dopo, il pastore battista G. B. Scrajber, iniziò a tenere riunioni regolari nella borgata Menolzio: gli incontri erano tenuti a volte nella stalla del Bertrando, a volte nella stalla del Re, con la preferenza per la stalla del Bertrando perché più capiente. Verso la fine dell’inverno, la famiglia Re mise a disposizione un locale che serviva da magazzino e ricovero attrezzi.

Le azioni di disturbo arrivarono fino al punto che una sera trovarono la toppa della serratura murata con sabbia e cemento: quella sera il culto fu nuovamente celebrato nella stalla.
Da parte sua, il parroco lanciò una furibonda campagna denigratoria definendo gli evangelici eretici pericolosi, minacciando, allo stesso tempo, di scomunica, chiunque avesse relazioni col “pastore protestante”. A dar man forte c’era un ex frate chiamato “barba Giacu” che sfidò in contraddittorio gli evangelici, ma alla data ed ora stabilita non si fece trovare.
Gli incontri furono sospesi alla fine del 1906, quando il pastore Scrajber fu trasferito a S. Antonino.
Fino agli inizi degli anni 80 il pastore Eldo Mattone di S. Antonino visitava periodicamente gli evangelici Mattiesi.

Pastori evangelici mattiesi:
1. E. Vittorio BERTRANDO
Menolzio 18/06/1880 – Susa 17/03/1940
2. G. Alberto RE
Menolzio 27/03/1879 – Avigliana 29/03/1962
3. Beniamino RE
Menolzio 23/12/1890 – Wisconsin USA 31/08/1942
4. Secondo BERTRANDO (fratello di Vittorio)

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Evangelici in Val di Susa

La presenza evangelica è segnalata in Val di Susa fin dal 1300. I primi evangelizzatori furono i “barba”, predicatori itineranti Valdesi che, giunti in Val di Susa, fondarono fiorenti comunità a Meana, Mattie, Chiomonte, Exilles, Salbertrand, Fenils, Sauze di Cesana, per citarne alcune.
Le persecuzioni nei confronti degli “eretici” evangelici, divennero sempre più dure e spietate: i templi furono demoliti, le proprietà ed i beni confiscati, gli uomini più forti furono mandati alle galere e molti pagarono, per la loro fede, col carcere e la vita, per gli altri non rimase che l’esilio o l’abiura. Agli inizi del 1700 gli evangelici erano stati liquidati ed un silenzio di circa 150 anni scese sulla Valle.

A rompere il silenzio, imposto dalla inquisizione, contribuirono gli insediamenti industriali che, nella seconda metà dell’800, portarono in Valle imprenditori e tecnici protestanti, tra cui Augusto Abegg del cotonificio Valle Susa e John B. Fell, costruttore della ferrovia del Moncenisio. Nel 1866/67 rinasce la chiesa valdese di Susa, attiva ancora oggi.
Verso la fine del 1800 un nuovo vento di risveglio soffiò sulla valle: grazie all’opera pionieristica di alcuni pastori battisti, tra cui il pastore G. B. Scrajber, sorsero, spesso ospitate in case private o fienili, nuove comunità a Mompantero (1893), Meana (1894), Susa (1894), Gravere (1895), Mattie (1896), San Giorio nelle borgate Re e Città (1901), Sant’Antonino di Susa (1905), Bussoleno (1925). Molte attive ancora oggi.

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