L’invenzione della stampa e la Bibbia

Nel corso della storia le traduzioni della Bibbia hanno lasciato un segno profondo nella lingua e nella cultura di molti popoli: la Vulgata ha lasciato la sua impronta sul latino medievale (e per suo tramite sulle moderne lingue europee); quella tedesca di Lutero ha contribuito ad unificare la lingua ed il popolo tedesco; le traduzioni in inglese di Tyndale, Coverdale e King James hanno influenzato la lingua e la cultura inglesi. Per molte società la Bibbia è stata il primo libro scritto e stampato, diventando, in tal modo, strumento di formazione ed unificazione.

Età della stampa

L’invenzione della stampa (1450/52) di Johann Gutenberg segnò una svolta nella storia del sapere e della conoscenza. Il primo libro ad essere stampato fu la Bibbia nella versione in latino della Vulgata. Con la diffusione della stampa, la pubblicazione della Bibbia nelle lingue volgari ebbe un posto di primo piano. Dopo secoli di silenzio, la Bibbia viene tradotta nelle lingue parlate dal popolo e diffusa in tutta l’Europa, nonostante i divieti. La gente riscoprì le sacre scritture che tornò a leggere con grande fervore.

La divisione della Bibbia in capitoli.

I primi tentativi di divisione della Bibbia in capitoli e versi sono attribuiti a Stefano Langton, arcivescovo di Canterbury, morto nel 1227. Un altro tentativo fu fatto da Ugo di San Caro, Provinciale dei Domenicani e poi cardinale in Spagna morto nel 1263, che adottò la divisione fatta dal Langton, inserendovi le lettere A, B, C, …, a margine. Infine, per quanto riguarda l’A.T., alcuni tentativi risalgono ai primi secoli d.C.
Ma la divisione della Bibbia, in capitoli e versi, come la conosciamo oggi, la dobbiamo al tipografo francese Robert Estienne. Secondo il racconto del figlio Enrico, egli fece questo lavoro mentre viaggiava a cavallo da Parigi a Lione (G. Luzzi, Storia della Bibbia). Nel 1551 Estienne pubblicò, a Ginevra, il N.T. nella versione di Erasmo. La prima Bibbia intera con la divisione in capitoli e versi, la Vulgata latina, fu pubblicata dallo stesso Estienne a Ginevra nel 1555. La divisione presenta molte lacune, ma è comoda per la ricerca dei passi e le citazioni, si disse in seguito che fu per gli scossoni subiti che alcune divisioni risultano improprie. D’altra parte l’importanza della divisione è solo formale e non di contenuti.

Il Nuovo testamento di Erasmo – 1516

Desiderio Erasmo da Rotterdam, famoso umanista olandese.
Il Nuovo Testamento in greco, con latino a fronte, fu realizzato in fretta, nel giro di un anno, da Erasmo, su sollecitazione dello stampatore J. Froben di Basilea (che aveva fiutato l’affare di pubblicare per primo il N. T. in greco). L’opera fu pubblicata a Basilea, presso l’editore Froben, il 1° marzo 1516. Ebbe diverse riedizioni aggiornate con apparato critico e divisione del testo in capitoli e versi. Conosciuto in seguito come textus receptus (testo ricevuto), servì di base per le traduzioni moderne del N.T.

La Bibbia poliglotta d’Alcala (Bibbia Complutense) – 1517.

La Bibbia poliglotta d’Alcala, dal nome della città di Alcala (Spagna) dove fu stampata, detta anche Bibbia Complutense per il fatto che Alcala in latino è detta Complutum. Voluta dal Cardinale Francisco Ximenes de Cisneros, arcivescovo di Toledo e fondatore dell’Università di Alcala (esistente ancora oggi); l’opera iniziata nel 1502, in onore della nascita di un bambino, poi divenuto Carlo V, fu completata nel 1517, in sei volumi. Il testo dell’A.T. è in ebraico, greco e latino, con annotazioni a piè di pagina ed ai lati sulle radici della lingua ebraica e varie. Il N.T. fu pubblicato per primo nel 1514 ma non poté essere diffuso in attesa dell’autorizzazione papale. L’intera opera sarà diffusa a partire dal 1552.

La Bibbia Malerbi (o Malermi) – 1471

La prima Bibbia integrale in italiano volgare fu tradotta dal monaco Camaldolese Nicolò Malerbi (o Malermi), fu stampata a Venezia nel 1471. (Prima della traduzione del Malerbi esistevano già delle volgarizzazioni del testo sacro ma interessavano singoli libri biblici). L’opera incontrò grande favore ed ebbe almeno 9 ristampe, nei trenta anni successivi, di cui alcune arricchiti di numerose illustrazioni.

La Bibbia Jensoniana – 1471

Nell’ottobre del 1471 fu stampata a Venezia, una versione anonima detta Jensoniana dal nome del tipografo Nicolò Jenson. Questa versione segue la traduzione Dugentista per l’A.T. e l’opera del Malerbi per il N. T.

Versione inglese di Tyndale – 1527

William Tyndale, insigne studioso (conosceva ben 8 lingue), è considerato uno dei padri della lingua inglese. Per tradurre la Bibbia si trasferì in Germania (in Inghilterra non gli fu permesso dalle autorità religiose), dove nel 1526 pubblicò il N.T. tradotto dal testo di Erasmo (textus receptus), mentre tradusse dall’ebraico il pentateuco, i libri storici e parte dei profeti. Le copie stampate in Germania venivano inviate clandestinamente in Inghilterra. Quando venivano scoperte servivano ad alimentare grandi falò, con grave rischio anche per la vita dei contrabbandieri. Tradito da un falso amico, fu imprigionato in un castello nei pressi di Bruxelles dove patì il freddo, la fame e la privazione di ogni lettura, il 6 ottobre 1536, mentre esclamava: “Signore, apri gli occhi al re d’Inghilterra”, fu strozzato e gettato nel rogo. L’opera di Tyndale fu completata da Myles Coverdale e John Rogers, che erano stati suoi collaboratori, e pubblicata col nome di Coverdale Bible e Matthew’s Bible.

La versione del Brucioli – 1532

Nel 1532, uscì a Venezia, dalla tipografia Marcantonio Giunta, la versione integrale del fiorentino Antonio Brucioli, tradotta direttamente dall’ebraico e dal greco. Tra il 1532 ed il 1567 ci furono 6 ristampe.
Dal 1567 le Bibbie cominciarono ad essere stampate all’estero per giungere in Italia attraverso il mercato clandestino.

La Versione di Martin Lutero – 1534

Lutero fu scomunicato definitivamente il 3 gennaio 1521, invitato più volte a tornare sui suoi passi, era braccato. Il 4 maggio del 1521, Lutero, tornava dalla Dieta di Worms (assemblea del Sacro Romano Impero), dove ancora una volta aveva difeso la sua posizione.
“Ha di poco oltrepassato Altenstein, quando, in un bosco solitario, cinque cavalieri bene armati si pre-cipitano fuori all’improvviso e circondano la carrozza. I suoi compagni fuggono spaventati mentre il frate, fatto montare a cavallo, è condotto al castello di Wartburg, antica residenza dei langravi di Turingia. Giunto al castello, Lutero fu invitato a deporre l’abito talare ed indossare il costume dei cavalieri, con la spada al fianco e la catena d’oro al collo, ed a lasciarsi crescere barba e capelli. Travestito e trasformato a quel modo, era ben difficile poterlo riconoscere; e il segreto fu così custodito, che pochi fra quelli che lo circondavano e lo servivano sospettarono chi realmente fosse questo gentiluomo, che tutti chiamavano il “cavaliere Giorgio”. Lutero rimase nel suo rifugio dieci mesi durante i quali tradusse il Nuovo Testamento dal testo greco di Erasmo” (Giovanni Luzzi, Storia della Bibbia, Firenze 1927).
Nel 1534 Lutero pubblicò la Bibbia completa in tedesco, un’opera di grande successo, che ebbe una grande influenza morale e che contribuì ad unificare la lingua tedesca.

La Bibbia di Olivetano – 1535

Nel 1532, nella campagna di Chanforan, nei pressi di Angrogna, i Valdesi tennero uno storico sinodo per decidere i rapporti da tenere coi riformatori d’oltralpe. Al sinodo parteciparono alcuni personaggi di spicco dei riformatori svizzeri, tra cui Pier Roberto detto Olivetano, cugino di Calvino. Il sinodo deliberò, tra l’altro, di destinare 1500 scudi d’oro per la diffusione della Bibbia, e Olivetano che conosceva bene il greco e l’ebraico fu incaricato di preparare una traduzioni in francese. La Bibbia tradotta da Olivetano fu pubblicata a Neuchatel il 12 febbraio 1535.
La versione di Sante Marmochino (o Marmocchini) – 1538
Nel 1538, di nuovo a Venezia, venne stampata la versione del domenicano Sante Marmochino, che tradusse l’Antico Testamento dalla versione latina di Sante Pagnini, mentre per il Nuovo Testamento utilizzò la versione di Fra Zaccheria da Firenze, suo compagno di convento, del 1536.

Il Nuovo Testamento di Pascale – 1555

Stampato a Ginevra in edizione diglotta (Italiano e Francese) e tradotto dal pastore valdese Giovanni Luigi Pascale, di Cuneo. Fu pastore delle chiese valdesi di Calabria dove fu arrestato. Morì condannato al rogo il 15 settembre 1560.

La versione King James (Re Giacomo) – 1611

Salito al trono d’Inghilterra nel 1603, Giacomo I, nell’anno successivo, nominò una commissione di 144 traduttori tra i migliori ebraisti e grecisti di Oxford e Cambridge perché preparassero una nuova traduzione della Bibbia. Il lavoro fu completato nel 1611 e si chiamò la Authorized Versione (Versione Autorizzata). Questa versione fu e rimane un capolavoro per la lingua, lo stile e la fedeltà ai testi originali.

La versione Diodati – 1607

Nel 1541 la città di Lucca ospitò un incontro tra 1’imperatore Carlo V ed il papa Paolo III per discutere affari di stato. Primo magistrato della città, era, quell’anno, Michele Diodati. Il 17 settembre Anna Diodati, moglie del magistrato, diede alla luce un bimbo. Saputa la notizia l’imperatore si offri di tenerlo a battesimo a condizione che portasse il suo nome ed il papa si offrì per amministrare il battesimo. Il bimbo si chiamò Carlo, ebbe come padrino Carlo V e fu battezzato dal papa Paolo III. Ma l’esser tenuto a battesimo da un imperatore, ostile alla Riforma, e battezzato da un papa non bastò a tenere la famiglia Diodati lontana dalle eresie della riforma. Carlo Diodati dovette rifugiare prima in Francia e poi a Ginevra dove nacque Giovanni Diodati, traduttore della Bibbia.
Giovanni Diodati, dottore in teologia all’età di 19 anni ed a 21 professore d’Ebraico all’Accademia calvinista di Ginevra, pubblicò, nel 1607 una nuova traduzione della Bibbia in italiano. Nel 1641 fu stampata a Ginevra una revisione della traduzione annotata dallo stesso Diodati. Stampata nel nord Europa, giungeva in Italia dove è stata letta e apprezzata da generazioni di evangelici coi quali condivise persecuzioni e roghi.
Finalmente, alla vigilia dell’unità d’Italia, nel 1860 la Claudiana di Torino stampò 3000 copie del N.T. nella traduzione Diodati. L’intera Bibbia fu stampata a Firenze nel 1868 e, dopo la presa di Porta Pia e la sconfitta dello stato pontificio, è stata pubblicata a Roma la grande Bibbia da pulpito, nel 1875.

La versione di Antonio Martini

Nella seconda metà del 700, durante il pontificato di Bendetto XIV le maglie dell’inquisizione si allentarono, cadde il divieto di leggere la Bibbia in lingua volgare a condizione che fosse autorizzata dalla chiesa. con regolare imprimatur.
Il papa affidò l’incarico al cardinale Antonio Martini che tradusse tutta la Bibbia partendo dalla Vulgata. Questa fu la prima versione cattolica in italiano, dopo il concilio di Trento. L’opera in 23 volumi fu stampata a Torino negli anni 1769/1781 ed a Roma negli anni 1782/1792.

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