La scrittura per gli ebrei e la chiesa antica

La Bibbia per gli ebrei

Per gli antichi ebrei era un preciso dovere fare della Parola di Dio oggetto di conversazione ed insegnamento.
Deut. 11:18/21: “Vi metterete dunque nel cuore e nell’anima queste mie parole; ve le legherete alla mano come un segno e ve le metterete sulla fronte in mezzo agli occhi; …. le scriverai sugli stipiti della tua casa …. “.
Nota: I Filatteri (ebr. tèfillim), sono i due astucci di cuoio contenenti una pergamena con alcuni versi della Torah, che gli uomini ebrei legano, al braccio sinistro e alla fronte durante la preghiera. “Ciò sarà per te come un segno sulla tua mano, come un ricordo fra i tuoi occhi, affinché la legge del SIGNORE sia nella tua bocca; poiché il SIGNORE ti ha fatto uscire dall’Egitto con mano potente” (Esodo 13:9) I mezuzot, invece, sono delle piccole pergamene affissi agli stipiti della porta di casa, in ottemperanza al precetto divino. Infine le frange che ornavano la parte inferiore dei loro mantelli.
La Torah veniva letta nel tempio e nelle sinagoghe e doveva essere letta, per intero, pubblicamente ogni sette anni alla festa delle Capanne (Deut. 31:11). In determinate occasioni o periodi venivano letti anche gli altri scritti sacri; a Nazaret, Gesù lesse dal libro di Isaia: “Si recò a Nazaret, dov’era stato allevato e, com’era solito, entrò in giorno di sabato nella sinagoga. Alzatosi per leggere, gli fu dato il libro del profeta Isaia” (Luca 4:16/17). Ancora oggi gli ebrei leggono la Torah, per intero, in un anno.
Ai tempi di Giosia e di Esdra la lettura pubblica della Torah portò al ravvedimento ed alla consacrazione del popolo al Signore:
Lettura suggerita: 2 Re 22:1/11, 2 Re 23:1/3, 25 – Neehmia 8:1/12

La Bibbia nella chiesa primitiva

Quando i libri erano rotoli o codici, e fino alla diffusione dei libri stampati, per i primi cristiani, la conoscenza della Parola di Dio era data dalla lettura pubblica della Scrittura. Occorre tenere presente che la chiesa nacque è si sviluppò nell’ambiente giudaico.
Atti 8:26/28: “…. un etiope, eunuco e ministro di Candace, ….. ora stava tornandosene, seduto sul suo carro, leggendo il profeta Isaia”.
Paolo e Barnaba ad Antiochia. Atti 13:14/15 “….. Dopo la lettura della legge e dei profeti, i capi della sinagoga mandarono a dir loro: Fratelli, se avete qualche parola di esortazione da rivolgere al popolo, ditela”.
I credenti di Berea. “…. ricevettero la Parola con ogni premura, esaminando ogni giorno le Scritture …. ” (Atti 17:10/11)
2 Timoteo 3:14/17 “persevera nelle cose che hai imparate …., e che fin da bambino hai avuto conoscenza delle sacre Scritture, ….”.
Nei primi secoli della chiesa gli scritti apostolici venivano lette nell’assemblea: .“Quando questa lettera sarà stata letta da voi, fate che sia letta anche nella chiesa dei Laodicesi, e leggete anche voi quella che vi sarà mandata da Laodicea” (Colossesi 4:16).
Antiche versioni delle Scritture.
Per gli ebrei la conoscenza della Parola di Dio, ancora oggi, è un fatto scontato, sono significative le espressioni di Gesù riportate nei vangeli: “non avete voi letto”.
Ma anche i primi cristiani non furono di meno. Nei primi secoli della chiesa gli scritti furono diverse le versioni degli scritti sacri nelle lingue locali:
Vetus latina, II sec., Bibbia completa tradotta dalla versione dei Settanta per l’A.T., in uso nella chiesa latina fino al IV sec.
Versione Siriaca, II sec, N. T. in uso tra i cristiani della Siria.
Versione Peshitta (che significa semplice), IV sec, è una variante della versione Siriaca.
Versione Copta, II sec., una lingua locale parlata in Egitto.
A queste seguirono altre traduzioni in Etiopico, gotico e armeno.
Fino al quarto secolo, la chiesa ebbe cura di tradurre gli scritti sacri nelle lingue locali dei luoghi che erano raggiunti dalla predicazione del Vangelo, perché tutti potessero ascoltare e capire la Parola di Dio.

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