Formazione del Nuovo Testamento

Gesù non scrisse nessun libro ma predicò il “Vangelo del regno”:

“Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando il vangelo del regno, guarendo ogni malattia e ogni infermità tra il popolo” (Matteo 4:23).

“…. la storia di Gesù di Nazaret; come Dio lo ha unto di Spirito Santo e di potenza; e com’egli è andato dappertutto facendo del bene e guarendo tutti quelli che erano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui” (Atti 10:37/38)
“.…consegnerà il regno nelle mani di Dio Padre, dopo che avrà ridotto al nulla ogni principato, ogni potestà e ogni potenza. …” (1 Cor. 15:22/26)
Cosa significa Vangelo del regno?
Vangelo, dal greco evanghelion (buona notizia), quindi annuncio della buona notizia della restaurazione della sovranità di Dio.

Nota:
L’entrata del peccato nel mondo è stata una ribellione alla sovranità di Dio; la venuta di Gesù è il compimento del piano di Dio per ristabilire il regno.
L’annuncio del Vangelo deve portare alla liberazione dal potere del diavolo e dal dominio di satana ed al ristabilimento della sovranità di Dio sull’uomo. Gli ideali del regno e la figura di Cristo sono la base della predicazione.

Prima di concludere la Sua missione terrena, Gesù affidò ai suoi discepoli il mandato per proseguire la Sua opera: la predicazione del “Vangelo del regno”:
“Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente” (Matteo 28:19/20).
La chiesa nacque in Gerusalemme il giorno della Pentecoste, per l’azione potente dello Spirito Santo, e si diffuse rapidamente in tutto l’impero e fino all’estremità della terra, secondo la promessa profetica di Gesù:
“Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra” (Atti 1:8).
Le comunità divennero numerose ancor prima che ci fosse alcuna forma di letteratura cristiana; la predicazione, nella chiesa nascente, si fondava sulle antiche scritture ebraiche e sulla testimonianza oculare dei discepoli.
La soluzione dei problemi dottrinali, comportamentali o contrasti fra la chiesa di Gerusalemme e le chiese elleniche era demandata all’autorità apostolica, che affrontava le situazioni di persona od attraverso la corrispondenza epistolare. Nasceva così la letteratura del N. T.
Il canone del Nuovo testamento si formò in parallelo con la formazione delle dottrine cristiane e dell’organizzazione della chiesa.

La letteratura del Nuovo Testamento

La letteratura neo testamentaria nasce e si sviluppa in parallelo con la formazione della dottrina cristiana e l’organizzazione della chiesa. Gli scritti apostolici rispondono ad un’esigenza, un bisogno che nasce in una chiesa che continua a crescere. Gli scrittori non hanno pretese di canonicità, ma i loro scritti girano e sono letti nelle chiese locali, spesso su consiglio degli stessi apostoli.
Paolo raccomanda che le sue epistole siano lette nella chiesa destinataria ma anche nelle altre chiese della regione: “Quando questa lettera sarà stata letta da voi, fate che sia letta anche nella chiesa dei Laodicesi, e leggete anche voi quella che vi sarà mandata da Laodicea” (Col. 4:16).
Pietro testimonia dell’importanza degli scritti di Paolo: “… considerate che la pazienza del nostro Signore è per la vostra salvezza, come anche il nostro caro fratello Paolo vi ha scritto, secondo la sapienza che gli è stata data; e questo egli fa in tutte le sue lettere, in cui tratta di questi argomenti. In esse ci sono alcune cose difficili a capirsi, che gli uomini ignoranti e instabili travisano a loro perdizione come anche le altre Scritture” (2 Pietro 3:15/16).
I primi libri ad essere scritti furono la prima (anno 51) e la seconda (anno 52) lettera ai Tessalonicesi.
I Vangeli sono stati redatti, rispettivamente: Matteo (60 d.C.), indirizzato ai credenti di origine ebraica, presenta Gesù come Messia, il re dei Giudei. Luca (61 d. C.), scritto per i credenti di cultura greca, presenta Gesù l’uomo perfetto. Marco (63 d. C.), scritto per i credenti di cultura romana, presenta Gesù il servo del Signore e la sua opera. Giovanni (90 d. C.), scritto per contrastare le dottrine che negavano la divinità di Gesù, per dimostrare che Gesù è Dio.
I Vangeli di Matteo, Marco e Luca sono detti “sinottici” da sinossi (greco synopsis, sguardo d’insieme), perché se li confrontiamo, disposti affiancate, notiamo molte somiglianze. Gli atti degli apostoli contengono la storia della chiesa nei suoi primi trent’anni, in particolare il ministero di Paolo. Le lettere sono la corrispondenza che gli apostoli tengono con le chiese sparse in tutto l’impero o con altri servitori o discepoli. Infine, l’Apocalisse, contiene le profezie delle “cose che devono avvenire” (Apoc. 1:19) negli ultimi tempi, compreso il ritorno di Gesù.
Formazione del canone
Gli scritti canonici del Nuovo Testamento furono composti tutti nel primo secolo della nostra era. Scomparsi gli apostoli, alla chiesa rimasero i loro scritti che erano normalmente letti nelle adunanze. Il processo di formazione del canone fu lungo e non senza contrasti.
Il frammento Muratoriano (o canone muratoriano). Nel 1740, Ludovico Antonio Muratori scoprì, nella biblioteca ambrosiana di Milano, una copia dell’elenco di una prima collezione di scritti, in uso nella chiesa latina, risalente al 170/180. Si tratta del più antico canone conosciuto del N. T. In questo canone non sono mentovati: ebrei, Giacomo, 3 Giovanni, 1 e 2 Pietro.
Da Eusebio di Cesarea (264-340) si hanno notizie dell’esistenza di un canone in uso nella chiesa. Finalmente, nel concilio di Laodicea nel 363, la chiesa greca fissò definitivamente il canone neotestamentario, mentre la chiesa latina definì il proprio canone nei concili di Ippona 393 e Cartagine 397.
Ancora una volta il volere di Dio prevalse sulle discussioni umane ed il canone del N. T. fu fissato dalle due grandi chiese cristiane nel medesimo periodo. Ancora una volta gli uomini furono strumenti nel mani di Dio. Non saremo mai abbastanza grati a Dio per il dono della Sua Parola: la Bibbia.

Criteri di canonicità

I criteri usati dalla chiesa per stabilire la canonicità delle scritture, furono:
L’origine apostolica. Furono considerati canonici gli scritti degli apostoli, dei loro collaboratori più vicini, oppure approvati dagli stessi.
La conformità e fedeltà alla predicazione di Gesù e degli apostoli.
La cattolicità (nel senso di universalità), quando gli scritti erano accettati da tutte, o quasi, le chiese.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>