Afferra la Parola

Si racconta di una signora che iniziò a leggere un libro e non trovandolo interessante, lo ripose nello scaffale. Qualche tempo dopo, durante un viaggio, incontrò una simpatica signora con la quale strinse una grande amicizia e ben presto scoprì che si trattava dell’autrice di quel libro noioso. Tornata a casa ricominciò a leggere il libro e con grande sorpresa lo trovò molto interessante: ora che conosceva l’autrice, ad ogni pagina era come vivere in prima persona le cose scritte nel libro.

Se la Bibbia vi sembra noiosa è perchè non conoscete il suo autore; ma appena conoscerete il Signor Gesù e stringerete una sincera amicizia con Lui, ed egli vi farà conoscere il Padre, allora ogni pagina sarà una nuova emozione, una nuova scoperta, ma sempre fonte di vita. “Secondo un’antica tradizione la manna aveva un sapore diverso per ogni persona che ne mangiava. Il cibo donato da Dio nel deserto era pane per il giovane e miele per il vecchio, era latte per il bambino. Per tutti la stessa manna era nutrimento, era la vita” (Giorgio Girardet, La Bibbia perché, ed. Claudiana)

Il mignolo: ascoltare

Il “mignolo”, il dito più piccolo della mano, è paragonato all’ascolto: è provato che ricordiamo solo una minima parte, circa il 10%, di ciò che ascoltiamo, ma non per questo meno importante.
Romani 10:17 ”Così la fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo”. La fede si edifica e si fortifica attraverso l’ascolto della Parola di Dio. A volte è proprio attraverso l’ascolto che alcuni particolari ci colpiscono e si fissano nella memoria.
Ecclesiaste 5:1 “Bada ai tuoi passi quando vai alla casa di Dio e avvicinati per ascoltare”. Questo è uno dei tanti buoni motivi per frequentare regolarmente gli incontri comunitari.
Luca 11:28 “Beati piuttosto quelli che ascoltano la Parola di Dio e la mettono in pratica”
Come ascoltare?
Con atteggiamento di attesa, senza dare nulla per scontato e senza pregiudizi.
Con attenzione, senza lasciarsi trasportare da altri pensieri che passano per la mente.
Col proposito di ubbidire: “mettete in pratica la parola e non ascoltatela soltanto” (Giac. 1:22).
Prendere appunti, serviranno per un ripasso successivo o per un approfondimento

L’anulare – leggere

L’anulare è paragonato alla lettura, in questo modo le possibilità di ricordare sono maggiori, circa il 50%.
Tra i doveri dei re d’Israele c’era la lettura quotidiana della Parola di Dio.
Deut. 17:19/20: “Terrà il libro presso di sé e lo leggerà tutti i giorni della sua vita, per imparare a temere il SIGNORE, il suo Dio, a mettere diligentemente in pratica tutte le parole di questa legge e tutte queste prescrizioni, affinché il suo cuore non si elevi al di sopra dei suoi fratelli ed egli non devii da questi comandamenti né a destra né a sinistra. Così prolungherà i suoi giorni nel suo regno, egli con i suoi figli, in mezzo a Israele”
Leggere per:
Imparare a “temere il Signore”. Non ci può essere un buon governo senza timore di Dio
Ubbidire con diligenza, “mettere in pratica” i comandamenti del Signore.
Imparare l’umiltà: “affinché il suo cuore non si elevi”. Una grande virtù per governare.
Imparare ad essere giusti e retti: “non devii da questi comandamenti”. La giustizia e la rettitudine si imparano dalla Parola di Dio.
I risultati sono la longevità ed il buon governo, quindi il benessere del paese. E non è poco!
Apoc. 1:3: “Beato chi legge e beati quelli che ascoltano le parole di questa profezia e fanno tesoro delle cose che vi sono scritte, perché il tempo è vicino!”. Come ci prepara al ritorno di Gesù ? Investigando la Sua Parola.
Come leggere la Bibbia?
Leggere tutti i giorni: la lettura della Bibbia, assieme alla preghiera, fa parte del culto personale del credente.
Leggere tutta la Bibbia: “Poiché tutto ciò che fu scritto nel passato, fu scritto per nostra istruzione, affinché mediante la pazienza e la consolazione che ci provengono dalle Scritture, conserviamo la speranza” (Rom. 15:4). Non ci sono parti più o meno importanti ma “tutta la Scrittura è ispirata da Dio” (2 Tim. 3:16).
Leggere con metodo: Ogni credente dovrebbe leggere la Bibbia, per intero, almeno una volta l’anno (4 capitoli al giorno). Per chi è alla prima lettura si consiglia di iniziare dal N.T.
Leggere alle riunioni o seguire la lettura che viene fatta da altri.
Leggere a voce alta per evitare che altri pensieri occupino la mente.
Tenere sempre a portata di mano carta e penna per gli appunti.

Il medio – studiare

Il dito medio usato assieme al pollice sviluppa una forte presa, lo studio unito alla meditazione ha un grande valore. Molti si fermano ad una lettura superficiale oppure a qualche versetto qua e là, ma il credente non è un’ape che si posa su tutti i fiori e prende un pò qua ed un pò là.
Studiare significa applicarsi con impegno per approfondire la conoscenza della Scrittura per poterla spiegare con sicurezza anche agli altri. Dice un detto rabinico: “Invecchia e consumati sulla Scrittura ma non ti allontanare da essa”
Prov. 4:13: “Afferra saldamente l’istruzione, non lasciarla andare, conservala, perchè essa è la tua vita”.
Prov. 23:12: “Applica il tuo cuore all’istruzione, e gli orecchi alle parole della scienza”.
Atti 17:11: “Or questi erano di sentimenti più nobili di quelli di Tessalonica, perché ricevettero la Parola con ogni premura, esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano così”.
Come studiare la Scrittura?
Senza preconcetti. Di fronte alla Parola di Dio è necessario essere disposti ad imparare ma anche a mettere in discussione (disimparare) ciò che si pensa di sapere.
Lo studio della Bibbia deve essere accompagnato dalla preghiera, ma anche da tanta umiltà: “la conoscenza gonfia, ma l’amore edifica” (1 Cor. 8:1).
Cercando la guida dello Spirito Santo. Egli è l’ispiratore, perciò è anche il migliore insegnante (Giov. 14:26, 16:13). In nessun caso lo S.S. si sostituisce al credente nello studio della Bibbia.
Prendere sempre appunti
Metodi di studio
Tra i vari metodi e percorsi possibili ne elenchiamo alcuni.
Esegetico.
L’Esegesi, dal gr. Exegesis, consiste nello studio ed interpretazione critica di un testo. È richiesta una buona conoscenza del contesto storico e culturale del tempo, delle lingue in cui la Bibbia è stata scritta, dell’etimologia e delle interpretazioni degli altri studiosi.
Tematico o per argomenti
Partendo da un tema noto si cercano tutti i passi a sostegno. È un metodo semplice che può essere usato anche dai principianti, ma che presenta alcuni inconvenienti:
Limitare la conoscenza solo ad alcuni passi anziché a tutta la Scrittura.
Isolare il testo dal contesto. Isolando i versetti si può dimostrare tutto ed il contrario di tutto: “UN VERSETTO FUORI CONTESTO DIVENTA UN PRETESTO”
Stabilità “la verità” si cercano i passi in grado di giustificarla. Molte “sette” sono nate così.
È un metodo da scartare? Assolutamente NO! Occorre equilibrio per non forzare il testo in esame e far dire alla Bibbia quello che proprio non dice, e soprattutto la guida dello S.S.
Contestuale e d’insieme
Prendendo un testo, o un libro intero, si cerca di capire, leggendo anche i passi paralleli, il contesto storico, culturale, ecc. rispondendo alle domande: Chi parla? a chi parla? Perchè dice questo? Cosa significa? Cosa ha significato per le persone di quel tempo? Perchè è stato scritto? Questo metodo è più impegnativo ma fornisce una preparazione completa sulla Bibbia.
Come procedere in questo tipo di studio?
Leggere (e rileggere) il testo che si vuole studiare, annotando le proprie osservazioni.
Alcuni, attenendosi al principio che “la Bibbia si spiega con la Bibbia” consigliano esclusivamente l’uso della Scrittura. Si possono comunque utilizzare Dizionari o Commentari Biblici ed altre opere per raccogliere informazioni storiche, di costume ed altre necessarie per capire il contesto in cui si svolgono i fatti narrati.
Rileggere il testo per trarne una conclusione alla luce delle proprie osservazioni e delle informazioni raccolte.
All’interno di questo metodo le possibilità di studio sono tante: lo studio di un libro, lo studio biografico di uno dei tanti personaggi della Bibbia, lo studio delle parabole, il sermone sul monte, ecc, senza isolarli dal proprio contesto.

AVVISO IMPORTANTE!
Ricordare che solo la Bibbia è ispirata, mentre non lo sono i vari libri e tantomeno le proprie conclusioni. “Non già che siamo da noi stessi capaci di pensare qualcosa come se venisse da noi; ma la nostra capacità viene da Dio” (2 Cor. 3:5).
Non prendere per oro colato le note che si trovano in diverse versioni di Bibbie.

L’indice: imparare a memoria

Dove sta scritto? In quale libro? Come trovarlo? Imparare la Scrittura a memoria rende il credente più sicuro nella testimonianza cristiana e nel suo cammino di fede. Anche Gesù quando fu tentato dal diavolo citò dei passi dell’Antico Testamento (Mat. 4:4). Cosa imparare a memoria? Versetti che ci hanno colpito particolarmente, l’ordine dei libri della Bibbia, riferimenti che facilitano la ricerca: il tema di un capitolo o dove si trova un avvenimento, ecc.
Prov 7:1/3: “Figlio mio, custodisci le mie parole, fa’ tesoro dei miei precetti. Osserva i miei precetti e vivrai; custodisci il mio insegnamento come la pupilla degli occhi. Legateli alle dita, scrivili sulla tavola del tuo cuore”.
Salmo 119:11: “Ho conservato la tua Parola nel mio cuore per non peccare contro di te”
Colossesi 3:16: “La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente; istruitevi ed esortatevi gli uni gli altri con ogni sapienza”

Pollice – Meditare

Come il pollice completa le funzioni delle altre dita assicurando una presa sicura alla mano, così la meditazione deve associarsi a tutti gli altri metodi di apprendimento della Scrittura. Meditare significa “ruminare”, tornarci sopra, ripetere mentalmente, riflettere fino ad assimilare la Parola di Dio per farla nostra. Da notare che mentre per gli altri metodi di apprendimento c’è un tempo stabilito, per la meditazione è continuo: giorno e notte.
Giosuè 1:8: “Questo libro della legge non si allontani mai dalla tua bocca, ma meditalo, giorno e notte; abbi cura di mettere in pratica tutto ciò che vi è scritto; poiché allora riuscirai in tutte le tue imprese, allora prospererai”.
Salmi 1:1/3: “Beato l’uomo … il cui diletto è nella legge del SIGNORE, e su quella legge medita giorno e notte. Egli sarà come un albero piantato vicino a ruscelli, il quale dà il suo frutto nella sua stagione, e il cui fogliame non appassisce; e tutto quello che fa, prospererà”.
L’applicazione:
Ebrei 2:1/2: “Perciò bisogna che ci applichiamo ancora di più alle cose udite, per timore di essere trascinati lontano da esse. Infatti, se la parola pronunziata per mezzo di angeli si dimostrò ferma e ogni trasgressione e disubbidienza ricevette una giusta retribuzione, come scamperemo noi se trascuriamo una così grande salvezza?”
Lo scopo dello studio biblico è l’applicazione nella vita pratica e risponde alle domande: Cosa posso imparare da questo brano? Come posso applicarlo nella mia vita? In cosa devo cambiare? C’è qualche azione pratica da compiere? C’è qualche peccato da abbandonare? C’è qualche promessa da fare mia?

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